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Agli esordi gli interventi di implantologia dentale avevano alte probabilità di insuccesso e c’era il rischio di un notevole esborso economico, a fronte poi di un fallimento dell’intervento non dovuto ad incuria o incapacità dell’odontoiatra, ma all’uso di materiali che avevano alta probabilità di rigetto.

Questo problema è stato superato con l’avvento dell’uso del titanio per la realizzazione degli impianti dentali e, attualmente, gli impianti sono quasi tutti realizzati in titanio.

Quali sono i vantaggi del titanio? Nell’implantologia dentale il titanio è utilizzato per la realizzazione della vite, o perno, che deve essere inserita nell’osso mascellare o mandibolare in sostituzione della radice naturale del dente e nella realizzazione del moncone, sul quale viene poi incastrata la protesi.

Gli studi, e la pratica in seguito, hanno evidenziato che si tratta di un materiale altamente biocompatibile. 

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Cosa vuol dire? Vuol dire che il nostro organismo non lo riconosce come nemico, ma lo accetta e quindi si riduce praticamente a zero il rischio di rigetto che in passato aveva reso l’implantologia dentale poco gradita dai pazienti. Il secondo fattore che rende il titanio molto apprezzato è l’osteointegrabilità, significa che i tessuti umani, e in particolare ossei, che si trovano intorno all’impianto dentale diventano in breve tempo un’unica cosa rispetto all’impianto dentale. 

L’uso del titanio non ha portato solo questi due, seppur notevoli, vantaggi, ma anche altri non meno importanti. In primo luogo è possibile ora realizzare in moltissimi casi l’implantologia a carico immediato: una tecnica che permette di avere denti fissi in breve tempo e senza estenuanti visite dal dentista, ciò comporta anche un risparmio dal punto di vista economico rispetto al passato. Le difficoltà nella realizzazione del carico immediato possono essere legate a fattori personali come una quantità ossea insufficiente e quindi alla necessità di dover procedere con innesti.Ciò riduce il rischio che possano formarsi sacche di batteri e quindi si verifichi la perimplantite, proprio perché in breve tempo vi è un attecchimento perfetto e quindi si elimina lo spazio tra i tessuti e l’impianto. In questo modo il rischio di infezioni è stato ridotto agli unici casi in cui l’impianto non sia perfettamente pulito prima dell’applicazione o lo studio non sia sterile per scarsa professionalità dell’odontoiatra, oppure nel caso in cui il paziente non osservi una accurata igiene dentale. Proprio per questo i dentisti sconsigliano l’implantologia dentale a chi ha scarsa igiene personale.